Torneo di capodanno a Reggio Emilia 1992

Piccola cronaca di un evento storico

Lecco 21 dicembre 1991

Nella sala del circolo scacchistico Spassky non si parla d’altro: il torneo di capodanno a Reggio Emilia sarà un evento storico. Oltre ad un torneo principale che raggiungerà la diciottesima categoria, fino ad oggi il più forte mai organizzato al mondo grazie al fantastico lotto dei partecipanti, ci sarà anche un torneo parallelo che darà la possibilità ai nostri migliori MI di tentare l’acquisizione di qualche norma GM e, ciliegina sulla torta, una conferenza dei Campioni Mondiali di scacchi ancora in vita. L’impareggiabile Enrico Paoli ha veramente dato lustro a questa pluridecennale manifestazione. Ne parlo con Nicola, appassionato scacchista come me, e insieme decidiamo di recarci a Reggio Emilia per questa favolosa occasione, si uniscono a noi anche tre ragazzini del nostro vivaio AndreaPaolo e Alessandro.

L’idea è quella di andare in macchina, ma un nebbione terribile in questo periodo e un impressionante sequenza di incidenti a catena sull’autostrada, ci convincono a optare per il viaggio in treno. La conferenza si terrà il giorno di riposo del torneo, che è previsto per il 5 gennaio, quindi programmiamo di partire il 3 e di fermarci a dormire un paio di notti per poi rientrare a Lecco per il 5 notte. Avremo il tempo di guardare dal vivo i campioni della scacchiera all’opera e di conoscere coloro che si sono succeduti sul trono mondiale, oltre a rivedere a distanza di qualche anno Spassky e Smyslov, che sono già stati nostri prestigiosi ospiti a Lecco, sarà un vero e proprio tuffo nell’universo  scacchistico. Grazie all’amicizia con il grande Enrico Paoli, Nicola prenota un albergo vicino alla sede di gioco e via, il 3 gennaio presto presto si parte, con un sogno nella borsa: portare Tal a Lecco.

Il sogno nella borsa!

Reggio Emilia 3 gennaio 1992

Arriviamo a Reggio Emilia nella tarda mattinata, in  un’atmosfera ovattata per via della nebbia, ma  giusto in tempo per prendere posto in albergo e recarci di corsa alla sede di gioco, l’hotel Astoria, dove però ci sono solo i recuperi in busta, è appena finita  la partita sospesa Polugaevsky – Salov, in quanto il turno si gioca di pomeriggio. Trovo Franca Dapiran, che è il direttore di gara, e dopo averla salutata le chiedo dove possiamo andare a mangiare, lei gentilmente ci indica il ristorante Canossa dicendoci “Vanno tutti lì”.

Difatti entriamo al ristorante e il cameriere ci propone un tavolo e nemmeno a farlo apposta nel tavolo vicino a noi c’è Lui, la “leggenda degli scacchi”, nientemeno che il Campione Mondiale Garry Kasparov in compagnia della moglie. Nel resto della sala seduti ad altri tavoli riconosciamo anche altri partecipanti al torneo PolugaevskyBeliavskyGurevich e Karpov accompagnato da un corpulento personaggio. Alessandro, che è il più intraprendente, vorrebbe chiedere l’autografo a Kasparov ma è timoroso, avendo paura che questi glielo rifiuti, ma Nicola l’incoraggia dicendogli che è l’occasione giusta e, armatosi di coraggio, il tenero virgulto si incammina verso il tavolo dell’Orco di Baku che dopo averlo squadrato con sguardo truce si rivolge alla moglie che con un tenero assenso lo convince a cedere. Noi intanto ci dedichiamo al carrello dei bolliti, che da solo vale il prezzo del biglietto, qui è veramente una istituzione e in piena euforia ci complimentiamo per la splendida doppia scelta. Chiacchierando il tempo passa ed è arrivato il momento di alzarci, guarda caso giusto giusto quando si alza sua maestà Kasparov e io, con un plateale inchino apro la porta di uscita a lui e alla moglie, d’altronde non è roba di tutti i giorni aprire la porta al Campione Mondiale di scacchi!! E via verso la sede di gioco. E’ noto che al secondo turno il giovane indiano Anand ha battuto Kasparov con una Difesa Francese e quindi i commenti dei presenti sono tutti per questa partita. La sala è ampia ma purtroppo il torneo più prestigioso è lontano, su una specie di palco, probabilmente per lasciare tranquilli i giocatori che si vedono solo quando si alzano o camminano.

Enrico Paoli osserva la Karpov – Kasparov

Dalle transenne dove ci troviamo possiamo guardare da vicino solo il  torneo parallelo dove sono impegnati i “nostri”: GodenaBorgoArlandi e Manca che combattono con i più quotati GM PortischGavrikovCebalo e l’unica rappresentante femminile la ex campionessa mondiale Nona Gaprindashvili. Da alcune scacchiere murali appese in fondo sopra i tavoli si intravede qualche presumibile sequenza del torneo principale, ma essendo troppa la distanza bisognerebbe munirsi di un binocolo, cosa che alcuni arguti presenti hanno. Comunque l’eccitazione è tanta e si sente nell’aria, assieme al rumore della schiacciamento degli orologi e ai vari colpi di tosse. Dopo un po’ la noia si fa sentire e decido di girare per il “parterre” dell’hotel dove posso ammirare l’esposizione di scacchi antichissimi che, apprendo, provengono dalle catacombe di S. Sebastiano e sono esposti per gentile concessione della biblioteca Apostolica Vaticana. A fare da completamento alla manifestazione si svolge anche un torneo Internazionale per non vedenti che si fanno onore nella nostra disciplina. Ritorno ad ammirare i contendenti e a poco a poco che finiscono le partite la sala incomincia a  svuotarsi. Quindi decidiamo di tornare in albergo per la cena e, vista l’abbuffata del pranzo, decidiamo per una semplice pizza. Troviamo una pizzeria nelle vicinanze mentre inizia a calare la nebbia. Nel locale, manco a farlo apposta, troviamo il grande Karpov in compagnia del suo mastodontico amico, che mi hanno detto poi essere un giornalista olandese. Finito di cenare rientriamo in albergo, o almeno tentiamo visto che la situazione sempre più ovattata ci fa perdere l’orientamento. La nebbia si taglia proprio col coltello, come si usa dire, e dopo una decina di  minuti di ricerca del sospirato albergo troviamo delle luci che, con ilarità generale, riconosciamo per quelle della pizzeria dove abbiamo appena cenato! Siamo ritornati senza saperlo al punto di partenza! Ritentiamo, altro giro altra corsa e finalmente ritroviamo la giusta strada. Notte!

Lajos Portisch

Reggio Emilia 4 gennaio 1992

Al mattino sveglia, colazione e via a visitare Reggio con l’ovatta perenne che ci accompagna. Però arriva in nostro aiuto un po’ di sole e la situazione migliora, ma sarà per colpa di noi lagheè cresciuti all’ombra del Resegone che di nuovo ci perdiamo. Può così cantare Lucio Dalla che “nel centro di Bologna non si perde neanche un bambino” ma noi a Reggio ci perdiamo sempre! Sarà la mancanza del  riferimento visivo delle nostre montagne ma qui smarriamo l’orientamento, è tutto così piatto e nebuloso. Alla fine ci ritroviamo per caso nei pressi dell’ Astoria e quindi facciamo una capatina per vedere i risultati del settimo turno e le classifiche. Non ci sono partite sospese e al comando un terzetto composto da Kasparov, Gelfand e Anand con 4,5 seguiti a mezzo punto da Karpov e Khalifman. Approfitto dell’occasione per acquistare un libro da Paoli in persona e fortuna della sorte ecco l’eroe del momento Anand che passa e subito gli chiedo l’autografo, cosa che lui gentilmente mi rilascia. Dopo il pranzo ritorniamo subito nella sala da gioco per seguire le partite, come sempre in lontananza, la sala brulica di interessati, curiosi addetti e giornalisti e c’è sempre un po’ di elettricità nell’aria. Forse ci si annoia anche  guardando solo le persone e non le situazioni delle partite e quindi ci si fossilizza sulle posture e sui tic degli astanti. Particolarissima la postura di Arlandi seduto sopra il ginocchio ripiegato a mò di cuscino, unica poi l’espressione di Kapengut ad ogni mossa dell’avversario, Anand invece è velocissimo a muovere, mentre Ivanchuk non riesce proprio a stare seduto. Ma la monotonia della situazione viene ravvivata dall’arrivo in albergo di Boris Spassky e sicuro del fatto mio mi apposto ad aspettarlo, passa un po’ di tempo ma appena esce dall’ascensore lo aggredisco e con il mio stentato francese gli ricordo la sua venuta a Lecco nel 1986 e il nostro circolo a lui dedicato, facendo bella mostra della nostra gloriosa tessera di appartenenza. Spassky, con la sua solita ironia, mi ripete in francese quello che  mi aveva già detto a Lecco: “Non sono ancora morto per dedicarmi un circolo!. Un bel personaggio, non c’è che dire! Ma è già ora di prendere qualche piccolo ricordo e perfetta è la cartolina del torneo con l’annullo filatelico. Eccezionale sarebbe averla autografata dal Campione Mondiale, ma Kasparov scorbuticamente nega tutto a tutti e quindi devo accontentarmi di quello dell’ex Campione Mondiale, il grande Karpov, che gentilmente mi autografa la cartolina. Poi una serata all’insegna del riposo, guardando qualche partita di scacchi, giusto per non distrarci. E a letto presto. Buonanotte!

Reggio Emilia 5 Gennaio 1992

La mattina dopo colazione la missione è una sola : trovare la sede della conferenza, che come abbiamo letto si terrà presso la “Sala del Capitano del Popolo” messa a disposizione dall’Azienda di Promozione Turistica di Reggio Emilia. Possibilmente senza perderci. E non ci perdiamo neanche d’animo visto che  in poco tempo siamo padroni della situazione e troviamo la sala. Quindi giro turistico e capatina alla sede di gioco per risultati e  la classifica del torneo parallelo dove Portisch con 7,5 ha un punto di vantaggio su Gavrikov e due su Arlandi. Troviamo anche il GM Salov, che abbiamo già visto per colazione essendo nel nostro stesso albergo. In Inglese ci chiede se conosciamo dove si trova il luogo della conferenza e noi, oramai padroni delle vie di Reggio, ci offriamo di accompagnarlo sul posto.

Valery Salov

E al pomeriggio siamo puntuali alla conferenza,  dove, dopo una breve presentazione del libro di Alvise Zichichi su “Esteban Canal”, il direttore organizzativo Davolio Marani dà inizio presentando i Campioni Mondiali BotvinnikSmyslovSpassky annunciando, purtroppo per mia delusione, che Tal non arriverà oggi per problemi di salute ma che sarà forse presente domani per le premiazioni, mentre restiamo in attesa di Karpov e Kasparov. Difatti una decina di minuti dopo che Botvinnik ha iniziato a parlare, tradotto da una gentile inteprete, arriva Karpov che tra la delusione generale annuncia che Kasparov resterà in albergo. Botvinnik intanto continua a parlare delle differenze tra la preparazione per la difesa del titolo del suo periodo e quello attuale. Poi tocca a Smyslov che sottolinea il fatto che negli anni 50 il detentore aveva a disposizione due – tre preparatori mentre oggi hanno a disposizione una equipe di 30 – 40 persone. Domanda del pubblico riguardo l’uso dei computer a cui risponde Spassky, mimando spassosamente in quale maniera un campione  può cercare di trasmettere il suo metodo di ricerca delle mosse migliori ad un computer.

Boris Vasilievich Spassky

Quindi Spassky, da vero mattatore, si prende l’applauso, il palco e tutta la scena parlando di sé, di Fischer ma soprattutto di Petrosjan e della sua maniera di comportarsi, alzandosi in piedi e mimando il tutto. Dal pubblico viene chiesto a Spassky se ci sarà l’incontro con Fischer a Linares ma lui glissa dicendo che bisogna chiederlo a Rentero. Poi tocca a Karpov, che lascia tutti stupefatti per la sua voce un poco paperinesca, e continua parlando della scuola scacchistica sovietica e della sua supremazia nel mondo. Interviene anche Paoli che dice la sua sui tornei di Reggio Emilia e infine il presidente della FSI Nicola Palladino ricorda ai presenti i famosi tornei organizzati in Italia e ringraziando tutti per la partecipazione conclude la conferenza. E’ la fine di tutto, purtroppo per noi, e via di corsa in stazione a prendere il treno con  il cuore pieno di emozioni, la mente satura di scacchi giocati e pensati e la memoria colma di figure carismatiche che sono e rimarranno sempre impresse nella nostra storia.

in borsa  il rammarico di un sogno che resterà tale: portare Tal a Lecco.

Nando Franceschetti

Lecco 7 Gennaio 1992

Sulla Gazzetta dello Sport esce una pagina intera dedicata alla vittoria di Anand nel torneo di Capodanno a Reggio Emilia.

Articolo di Nando Franceschetti

Articolo pubblicato su Scacchierando >>

 

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