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Cosa fare se due giocatori finiscono a pari punti in un torneo? Il criterio di spareggio che decide il vincitore

📅 13 Agosto 2026✍️ di Silvano Pegorari⏱️ 6 min di lettura

Capita più spesso di quanto pensi: due giocatori chiudono il torneo con gli stessi punti e tutti guardano l’arbitro in cerca di una risposta. Chi vince? In questi momenti non conta solo quello che hai fatto sulla scacchiera, ma anche come l’hai fatto e contro chi. Da allenatore, ho visto facce esultare o ammutolirsi per una differenza di decimali. Se lo sai in anticipo, però, lo vivi con più lucidità e puoi persino trasformarlo in un vantaggio psicologico.

Quando i punti non bastano

In un tabellone a pari punti entra in gioco la gerarchia dei criteri di spareggio prevista dal regolamento. Non è un dettaglio: nel bando del torneo c’è quasi sempre scritto l’ordine esatto con cui verrà deciso il primo classificato. E quell’ordine fa la differenza.

Nei tornei a Sistema svizzero, dove affronti avversari con punteggi simili round dopo round, gli spareggi misurano soprattutto la “qualità” del tuo percorso. Hai fatto punti contro chi? In quali momenti del torneo? Hai capitalizzato i neri? Non sono domande filosofiche, ma strumenti concreti per fotografare il tuo rendimento.

Molti criteri sono standardizzati nelle linee guida FIDE, così da evitare arbitrarietà. Ma ogni organizzatore può scegliere una combinazione diversa. La prima cosa da fare, quindi, è semplice: leggere il regolamento prima del primo turno. È come partire per un viaggio sapendo già quali strade sono aperte.

I criteri tecnici più usati

Passiamo alla pratica. Ecco i metodi che incontrerai più spesso, spiegati senza giri di parole.

  • Scontro diretto: se i due giocatori si sono affrontati e uno ha vinto, passa lui. È il più intuitivo: testa a testa, punto e basta. Ma funziona solo se la partita c’è stata.
  • Buchholz: somma dei punti dei tuoi avversari. In sostanza misura la “forza del calendario”, come nel calcio quando si guarda chi hai incontrato. Se hai battuto gente che ha fatto tanti punti, il tuo Buchholz sale.
  • Median-Buchholz (o Buchholz tagliato): come il Buchholz, ma si tolgono l’avversario più debole e quello più forte per evitare estremi che falsano il dato. Una via di mezzo più equa.
  • Sonneborn–Berger: somma dei punti degli avversari che hai battuto più metà dei punti di quelli con cui hai patto. Premia le vittorie “pesanti”. Se hai sconfitto un finalista, vale più di una vittoria contro il fanalino di coda.
  • Punteggio progressivo: somma i tuoi punti dopo ogni turno. Premia chi è partito forte o ha mantenuto un passo costante. Funziona come dire: meglio costruire mattone su mattone che recuperare tutto all’ultimo.
  • Numero di vittorie e vittorie con il Nero: spingono al gioco intraprendente e valorizzano i neri, che sulla carta sono più difficili da gestire. Se pari con un avversario, ma hai vinto di più, o hai vinto più spesso col Nero, puoi passargli davanti.
  • Performance Elo: calcola quanto hai “giocato da” in termini di rating medio degli avversari e risultati. È un termometro della qualità media della tua prestazione.
  • Metodo Koya (meno frequente nei giovanili): guarda i punti fatti contro la parte alta della classifica. Una specie di mini-campionato contro i più forti.

Qual è il migliore? Non esiste il criterio perfetto perché ogni metodo racconta un pezzo di verità. L’importante è saperli leggere. Un esempio: se punti al podio e vedi che il primo spareggio sarà Buchholz, saprai che non ti conviene “accontentarti” contro avversari in calo, perché i loro pochi punti finali peseranno sul tuo quoziente.

Quando decide la scacchiera: spareggi a gioco rapido

Se i criteri statistici non bastano, si passa alla scacchiera. Di solito l’ordine è: rapid, blitz e, in ultima istanza, Armageddon. Tradotto: si accelera il ritmo finché qualcuno non prevale.

Gli esempi più comuni sono mini-match a tempo rapido (per esempio 10’+5” o 15’+10”), poi blitz (5’+3” o 3’+2”). Se c’è ancora parità, scatta l’Armageddon: il Bianco ha un po’ più di tempo, il Nero vince in caso di pareggio. È una soluzione estrema ma chiude ogni discussione. Le procedure su sorteggio dei colori e orari le annuncia l’arbitro prima dell’inizio.

Qui il fattore nervi conta più che mai. Nelle mie squadre giovanili preparo sempre un “kit da spareggio”: orologio mentale per i finali, repertorio snello e pratico, e un rituale di respirazione di 60 secondi prima di sedersi. Sembra poco, ma è il cuscinetto tra lucidità e foga.

Strategia mentale e preparazione

Ti consiglio tre mosse semplici. Primo: studia il regolamento e scriviti l’ordine degli spareggi sul taccuino. Sapere di essere messo bene a Sonneborn–Berger cambia il modo in cui imposti l’ultimo turno.

Secondo: gioca la tua partita fino in fondo. Un mezzo punto “salvato” contro un avversario che poi farà molti punti potrebbe valere oro nel Buchholz. Funziona come quando paghi una piccola assicurazione e scopri solo dopo quanto ti ha protetto.

Terzo: allena i finali pratici e la gestione del tempo. Negli spareggi rapid e blitz non vinci con la linea più profonda del tuo database, ma con mosse semplici e piani chiari. Pensa a strutture che conosci a memoria, non a novità teoriche dell’ultimo minuto.

Un episodio dal campo

Alla finale regionale giovanile, i miei ragazzi hanno chiuso in due a 6,5 su 7. Scontro diretto patto. Si va al Buchholz: differenza di mezzo punto. Il mio giocatore aveva pareggiato in seconda col turno con un avversario che, nonostante la sconfitta finale, aveva continuato a fare punti. Quella “patta intelligente” ha tenuto altissimo il nostro quoziente.

Nel debriefing a fine torneo ho scritto alla squadra: i dettagli non sono dettagli. Controllare la classifica degli avversari tra un turno e l’altro non è ossessione, è gestione. Come in una maratona: non cambi scarpe al chilometro 40, ma regoli il passo sapendo se la salita arriva domani o tra due curve.

Domande frequenti in due minuti

  • E se il regolamento non indica gli spareggi? L’arbitro applica gli standard previsti o quelli della federazione locale. Chiedi prima del primo turno, eviti sorprese.
  • I criteri valgono anche per i premi di fascia? Sì, salvo diversa indicazione. A volte si dividono i premi ex aequo, ma la coppa richiede un ordine preciso.
  • Posso sapere il mio Buchholz “in diretta”? Sì, quasi tutti i tabelloni online lo calcolano turno per turno. Tienilo d’occhio, ma senza farti condizionare dal risultato altrui.
  • Meglio rischiare tutto all’ultimo turno se sono messo male agli spareggi? Dipende. Se il primo criterio è scontro diretto e stai giocando proprio contro il rivale, allora sì. Se invece conta il progressivo, può bastare una vittoria “pulita” senza complicazioni inutili.

Infine, fair play e chiarezza

Gli spareggi esistono per dare ordine e giustizia sportiva. Accettarli con serenità fa parte della crescita. Da coach, ricordo sempre ai giovani e ai genitori che il modo in cui gestiamo l’esito — vittoria decisa al Buchholz o sconfitta all’Armageddon — educa tanto quanto una bella combinazione tattica.

Chiudo con un promemoria pratico: prima della prima mossa, verifica orari, formato degli eventuali playoff e priorità dei criteri. Una foto al bando, una riga sul taccuino. Piccole abitudini che, al momento giusto, pesano come una qualità in più in un finale di torri.

Silvano Pegorari

Silvano si è distinto come allenatore di una squadra giovanile di scacchi che ha raggiunto la finale di un importante torneo regionale. La sua esperienza sul campo gli permette di offrire spunti su come motivare i giovani e favorire lo spirito di squadra nel contesto competitivo.