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Classifica finale nei tornei all’italiana: il dettaglio del regolamento che può sorprenderti

📅 14 Agosto 2026✍️ di Guido Bertoli⏱️ 5 min di lettura

Se partecipa a un torneo all’italiana e ancora non conosce tutti i dettagli del regolamento per il calcolo della classifica finale, probabilmente sta lasciando punti sul tavolo. Non per colpa sua: in Italia molti organizzatori danno per scontato che tutti conoscano le regole di deserto, ma la realtà è che ogni federazione, circolo o associazione può applicare varianti che cambiano completamente il risultato. Se sei un giocatore serio che vuole comprendere davvero come funziona la competizione a cui stai partecipando, questa guida ti aiuterà a orientarti tra i criteri di spareggio, i coefficienti e le sorprese nascoste nel regolamento.

Come funziona la classifica nei tornei all’italiana

Quando ti iscriviti a un torneo all’italiana, il sistema di qualificazione è in apparenza semplice: chi ha più punti vince. Un punto per una vittoria, mezzo punto per un pareggio, zero per una sconfitta. Ogni giocatore affronta tutti gli altri almeno una volta, e alla fine vince chi ha accumulato più punti.

Questo principio base è corretto, ma nasconde un’intera giungla di variabili. Quando due, tre o addirittura dieci giocatori finiscono con lo stesso numero di punti, entra in gioco il sistema di spareggio. E qui le cose si complicano.

Nel circolo dove arbitro da vent’anni, capita regolarmente che due giocatori a pari punti scoprano che il loro ranking dipende da un criterio che non conoscevano. Magari uno credeva che la classifica sarebbe stata calcolata sul Elo rating, mentre in realtà si usava il numero di vittorie. O pensava che il torneo usasse la Berger|coefficiente di Berger, ma scopre che si usa il Buchholz semplice.

I criteri di spareggio che devi conoscere

Gli spareggi nei tornei all’italiana seguono un ordine gerarchico preciso. Se conosci questo ordine, eviterai brutte sorprese quando leggerai la classifica finale.

Il numero di vittorie: è il primo criterio di spareggio nella quasi totalità dei tornei italiani. Se sei a pari punti con un avversario e hai vinto più partite (anche se pareggiare di più), vinci tu lo spareggio. Questa regola avvantaggia lo stile di gioco aggressivo.

Il Buchholz semplice: è la somma dei punteggi di tutti gli avversari che hai affrontato. Se sei a parità di punti e vittorie, l’arbitro somma i punteggi finali di chi hai incontrato. Chi ha affrontato avversari più forti (e quindi con punteggio finale più alto) ha vantaggio. Questo criterio è stato il favorito per anni in Italia, perché è facile da calcolare e pare equo.

Il Buchholz tagliato: è una variante dove si scarta il risultato peggiore. Serve a penalizzare meno chi si è scontrato con un giocatore particolarmente debole che ha rovinato la sua media. Molti tornei nazionali usano questa versione.

Il Kashdan: è il Buchholz degli avversari tuoi. Cioè: sommi i Buchholz di chi hai affrontato. È raro in Italia, ma qualche torneo importante lo usa. Funziona così: se i tuoi avversari hanno a loro volta affrontato giocatori forti, tu sei vantaggiato.

Le sorprese nascoste nel regolamento

Dopo vent’anni come arbitro, posso garantirti che i problemi non vengono mai dai criteri ufficiali, ma dalle loro varianti e dalle eccezioni locali.

Primo problema: il tiebreak in caso di parità totale. Se due giocatori hanno identici punteggio, vittorie e Buchholz, chi vince? Alcuni tornei usano lo scontro diretto (ricontrollano la partita tra i due). Altri usano il Sonneborn-Berger (una versione ancora più complessa che pesa i risultati diversamente). Alcuni usano addirittura il sorteggio, anche se è scoraggiato da Federazione.

Secondo problema: quando il regolamento non specifica quale spareggio usare per le prime tre posizioni, ma usa un criterio diverso per le altre. Capita in tornei amatoriali organizzati male. Ti ritrovi che il primo e il secondo posto usano il Buchholz tagliato, ma dal terzo in poi si usa il Buchholz semplice. È confuso e potenzialmente ingiusto.

Terzo problema: il numero di partite giocate. Se il torneo è interrotto per motivi organizzativi e non tutti hanno giocato lo stesso numero di partite, il regolamento deve chiarire se si normalizzano i punti con una media, oppure se valgono i punti assoluti. Alcuni tornei italiani non lo specificano, e questo crea contese.

Quarto problema: i giocatori che si ritirano durante il torneo. Se qualcuno abbandona, cosa succede alle partite non giocate? Sono date come sconfitte? Annullate? La federazione dice che devono essere considerate perse dal giocatore che si ritira, ma circoli locali talvolta fanno eccezioni.

I criteri più comuni in Italia e quale scegliere

Se organizzate un torneo e dovete scegliere il sistema di spareggio, la pratica italiana suggerisce questo ordine:

1. Punti assoluti

2. Numero di vittorie

3. Buchholz tagliato

4. Buchholz semplice

5. Scontro diretto (solo tra i due ultimi).

Questo ordine è equo, facile da spiegare, e accettato dalla comunità scacchistica italiana. Se sei giocatore e il tuo torneo non segue questo ordine, è un segnale che l’organizzazione potrebbe essere approssimativa.

L’errore più comune: non leggere il regolamento prima di iscriversi

Ho visto decine di giocatori protestare alla fine di un torneo perché non avevano letto il regolamento. Una volta un maestro ha scoperto solo alla fine che il torneo usava il coefficiente di Kashdan, e il suo Buchholz era sabotato dalla partita contro un giocatore molto debole. Se l’avesse saputo in tempo, avrebbe giocato diversamente.

Non succeda anche a te. Prima di ogni iscrizione, scarica il regolamento e leggi fino in fondo la sezione “Calcolo della classifica”. Se non c’è, chiedi agli organizzatori per iscritto quale sistema useranno. Una risposta vaga è un campanello d’allarme.

La mia presa di posizione

Se fossi al posto tuo, richiederei sempre una tabella finale che mostri non solo i punteggi, ma anche i criteri di spareggio usati. È trasparenza. Un buon torneo ti permette di verificare il calcolo di persona. Se l’organizzazione resiste o dice “fidati”, cambia torneo.

Negli ultimi anni, alcuni circoli italiani hanno iniziato a usare software di gestione torneistica certificati che calcolano automaticamente gli spareggi secondo regole prefissate. È il futuro: toglie discrezionalità e sorprese. Se il tuo circolo non usa ancora questi strumenti, suggerisci di farlo.

Checklist operativa finale

Prima di partecipare a un torneo all’italiana:

☐ Leggi il regolamento completo, in particolare la sezione “Calcolo della classifica”

☐ Identifica l’ordine di spareggio (punti, vittorie, Buchholz, ecc.)

☐ Verifica se il torneo è completo (tutti giocano tutti) o se ci sono varianti

☐ Se il regolamento è vago, chiedi chiarimenti agli organizzatori via email

☐ Annotati il sistema prima di iniziare a giocare, così adatterai la tua strategia

☐ Dopo il torneo, controlla la classifica finale e verifica che i calcoli siano corretti

☐ Se trovi errori, denunciali subito e richiedi una verifica

Conoscere il regolamento non ti farà vincere più partite, ma ti eviterà brutte sorprese e ti farà giocare con maggiore consapevolezza. E questo, già da solo, vale molti punti.

Guido Bertoli

Guido si è avvicinato agli scacchi tramite il circolo della sua città negli anni ’80. Ha una lunga esperienza come arbitro in competizioni scolastiche e analizza i trend dei campionati italiani. Ama spiegare tattiche complesse con un linguaggio semplice per i lettori meno esperti.